lunedì 6 luglio 2015

Enrico Pennino: la scrittura come specchio della società italiana


Anna è una giovane donna che, dopo aver trascorso gli anni dell’Università a Roma, torna nella piccola realtà di provincia in cui è nata, per trascorrere un breve periodo prima di dare inizio alla sua nuova vita lavorativa nella grande metropoli. Sono trascorsi ormai dieci anni dall’ultima volta in cui Anna ha visto i suoi vecchi compagni di scuola, molti provenienti da altri Paesi, e il nuovo incontro con Khaled, Lin, Daniel e gli altri risveglia in lei un profondo senso di solidarietà e amicizia, rimasto sopito durante il periodo trascorso lontano da casa. Ma dove la condurrà questo inaspettato confronto con sé stessa e con la realtà che la circonda? Quali sono le sue vere convinzioni e le sue aspirazioni più reali? Per scoprire il percorso di crescita di Anna, non vi resta che leggere il racconto “Tutti gli amici di Anna” di Enrico Pennino, edito da Scrittura & Scritture. Lo stile asciutto e pulito rende la narrazione scorrevole e adatta a qualsiasi tipo di pubblico, in particolar modo di giovani, che a volte faticano a confrontarsi con una realtà sempre più multietnica, tra diffidenze e pregiudizi. L’autore ha il pregio di riuscire a tessere una storia semplice e nello stesso tempo esemplare, arricchita dalla praticità della splendida edizione tascabile, estremamente elegante e curata. Gli occhi di Anna sono gli occhi di tutti noi che siamo attratti dal caos e dalle opportunità delle grandi città, ma che, nello stesso tempo, vogliamo conoscere e valorizzare il variegato tessuto sociale della piccola provincia italiana, non necessariamente chiusa o ipocrita, come ci racconta lo stesso autore, Enrico Pennino.


Parlaci della genesi del tuo racconto “Tutti gli amici di Anna”: cosa ti ha ispirato durante la stesura?

“Tutti gli amici di Anna” nasce dalla voglia di tornare a scrivere dopo qualche anno di pausa durante il quale ho cominciato una nuova vita lontano dalla metropoli, nella profonda provincia campana. Aver costruito la mia famiglia geograficamente così distante dalla frenetica vita cui ero abituato è stata l'occasione per osservare con più calma e introspezione quello che mi circondava, un'esistenza densa di sorprese in un luogo dove il multietnico tessuto sociale non poteva che ispirarmi riflessioni profonde sul presente e il futuro delle nuove generazioni. Ho scritto usufruendo di un punto di vista privilegiato per fotografare fedelmente una realtà in continua evoluzione che parte dalla provincia ma che riguarda ormai ogni luogo del nostro paese

Anna, la protagonista, è una giovane come tante, ma con una particolare sensibilità verso gli altri che le farà scoprire il vero significato dell’amicizia e della solidarietà, al di là delle barriere e dei pregiudizi. Com’è nato questo personaggio? È stato difficile delinearlo con tanta efficacia?

Per descrivere Anna ho proiettato nel futuro la vita di mia figlia: oggi è una bimba di 6 anni, ma, da giovane donna, domani, si confronterà col contesto nel quale i genitori hanno deciso di farla crescere. Non è stato facile calarmi nella sensibilità di genere, l'aspirazione era quella di cucire alcune caratteristiche su un personaggio fortemente ispirato anche alle conoscenze fatte in questi anni. Solidarietà e amicizia emergono sempre in maniera forte laddove il variegato tessuto sociale consiglia di tenerne conto per superare quei pregiudizi che mettono a repentaglio la pacifica convivenza tra razze, religioni e costumi. In questo senso la protagonista si fa paladina di valori universali, trasversali rispetto a qualsiasi reale o presunta diversità.

Che scrittore sei? Segui l’ispirazione a qualsiasi ora del giorno o hai un metodo dal quale non puoi prescindere? Quando e come hai scoperto il tuo talento?

Per scrivere qualcosa che può interessare seguo l'ispirazione, ma sono anche abbastanza rigoroso nella metodica, amo fare ricerche, approfondire. La mia passione per la scrittura nasce in parte dal piacere per la lettura, ma è anche figlia della mia professione di pubblicitario. Scrivendo creativamente per comunicare prodotti e servizi mi è parso quasi naturale provare a spingere di più sull'aspetto narrativo, rinunciando alla sintesi tipica del copywriter e mettendo in campo i consigli ricevuti durante la formazione scolastica. Mi affascina enormemente il modo di scrivere dei colleghi più famosi, ma anche quello di autori come me, costretti a muoversi nel complicato mondo dell'editoria indipendente, cercando di portare al pubblico qualità, cultura e tematiche attuali.

Secondo te è ancora possibile, al giorno d’oggi, fare della scrittura una professione a tempo pieno? Che difficoltà stai incontrando nel tuo percorso e che consiglio ti senti di dare a chi volesse intraprendere questa strada?

Trasformare la propria passione in un mestiere è il sogno di tutti. Per una quindicina d'anni ci sono riuscito, lavorando nel campo della comunicazione visiva e insegnando graphic design. Riuscire a fare lo stesso con la scrittura mi sembra arduo, ma non meno affascinante. Vista la crisi che sta attraversando il mondo dell'editoria e il poco interesse per le Case Editrici medio-piccole, mi verrebbe da dire che c'è poca speranza. Magari ci vuole solo più impegno e lavoro da parte di tutte le componenti, remando insieme nella direzione giusta, così da ridare dignità a un mestiere in un paese dove anche i lettori sembrerebbero essere sempre di meno. Se qualcuno desidera mettersi in gioco in questo difficile mondo, gli consiglierei di metterci tanta convinzione, di essere umile, di ascoltare i consigli di chi ha esperienza.

A cosa stai lavorando attualmente? Di cosa ti occuperai nel prossimo libro? Raccontaci quali sono i tuoi programmi per il futuro.

Il prossimo libro sarà diverso rispetto agli ultimi, due nei quali affrontavo tematiche sociali nel formato "racconto lungo". La mia prossima fatica sarà un romanzo con tutti i crismi e si svilupperà in un contesto dove personaggi e trama correranno sul filo di una morale meno buonista e sentimentale, più cinica e per certi aspetti "cattiva". Una prova impegnativa per chi, come me, vuole cimentarsi in differenti generi narrativi. Anche lo stile sarà più elaborato, meno piano e asciutto. Il desiderio è quello di puntare anche a un pubblico diverso rispetto a quello giovane degli altri testi, magari allargando la fetta dei lettori, raggiungendo altri appassionati. Scrivere è diventata quasi un'esigenza, continuerò con testardaggine e piacere finché Case Editrici come Scrittura & Scritture avranno la lungimiranza di investire sulle mie capacità, come accade da dieci anni.

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www.enricopennino.com

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